Elohim: Significato e Interpretazioni
Il termine Elohim (אֱלוֹהִים) è una parola ebraica usata frequentemente nella Bibbia per riferirsi a Dio. Sebbene sia la forma plurale di Eloah (אלוה), nella maggior parte dei contesti biblici è accompagnato da verbi e aggettivi al singolare, indicando il Dio unico di Israele.
Questo uso è interpretato come un plurale di maestà o intensivo, volto a esprimere grandezza e autorità suprema.
Dal punto di vista linguistico, il termine Elohim rientra nella tradizione delle lingue semitiche, in cui le forme plurali possono esprimere maestosità piuttosto che molteplicità numerica. Nei testi di Ugarit, risalenti al II millennio a.C., si trova il termine ilhm, riferito agli dèi del pantheon locale, suggerendo che la radice del termine Elohim sia antichissima.
L'uso del termine nella Bibbia riflette questa ricchezza semantica. In Genesi 1:1 ("In principio Dio [Elohim] creò i cieli e la terra"), il verbo bara ("creò") è al singolare, confermando l’interpretazione di Elohim come designazione del Dio unico di Israele. Tuttavia, in altre parti della Bibbia, il termine mantiene un significato più letteralmente plurale.
Gli studiosi discutono da tempo l'origine e il significato della pluralità del termine Elohim. Alcuni sostengono che si tratti di un residuo di antiche credenze politeiste poi reinterpretate in senso monoteistico. Altri lo vedono come un'espressione della trascendenza divina, un modo per sottolineare la complessità e la superiorità di Dio rispetto agli dèi pagani.
Un'interpretazione particolarmente discussa riguarda Genesi 1:26: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza". Alcuni studiosi ipotizzano che questo versetto rifletta una visione primitiva in cui Yahweh faceva parte di un'assemblea divina, concetto attestato nel Vicino Oriente antico. Altri vedono in esso un dialogo con esseri angelici o un modo per esprimere la solennità dell'atto creativo.
Nella tradizione rabbinica, Elohim è spesso associato alla giustizia divina, in contrasto con il Tetragramma YHWH, che esprime la misericordia. Secondo il Midrash e il Talmud, la Bibbia usa Elohim quando Dio agisce come giudice o creatore secondo leggi immutabili, mentre usa YHWH per rivelare il Suo rapporto personale con Israele.
Nella mistica cabalistica, Elohim è legato alla Sephirah di Gevurah (Forza), che rappresenta il rigore e il discernimento. La Qabbalah interpreta la pluralità del termine come un'indicazione delle molteplici emanazioni divine nel mondo creato.
Oltre ai versetti già citati, altri passi della Bibbia mostrano la polivalenza di Elohim:
- Giobbe 1:6: "Ora accadde che un giorno i figli di Dio [bene Elohim] vennero a presentarsi davanti al Signore, e anche Satana venne in mezzo a loro." Qui il termine è usato per descrivere esseri celesti in relazione a Dio.
- Isaia 41:23: Gli idoli delle nazioni sono chiamati elohim, ma vengono dichiarati impotenti rispetto al Dio di Israele.
- 1 Samuele 28:13: Nella storia della necromante di Endor, la donna esclama di vedere "un elohim salire dalla terra", riferendosi probabilmente all'apparizione dello spirito di Samuele.
Nel pensiero ebraico medievale, filosofi come Maimonide interpretarono il termine Elohim in chiave metafisica. Per lui, Dio è l'essere necessario, il cui nome Elohim indica la Sua potenza e il Suo dominio su tutte le cose.
Questo concetto influenzò la scolastica cristiana, in particolare Tommaso d'Aquino, che riprese l'idea di Dio come "Essere perfetto e assoluto" al di sopra di qualsiasi definizione umana.
L'uso di Elohim nella Bibbia e nella tradizione successiva dimostra la sua grande flessibilità semantica, che va dalla designazione del Dio unico di Israele all’indicazione di esseri celesti, giudici umani o dèi pagani. Il dibattito sul suo significato riflette le diverse prospettive storiche, linguistiche e teologiche.
Bibliografia e approfondimenti
- Maimonide, Guida dei perplessi.
- Michael Heiser, The Unseen Realm: Recovering the Supernatural Worldview of the Bible.
- Mauro Biglino, La Bibbia non è un libro sacro.
- Zecharia Sitchin, Il pianeta degli dèi.
Tutti i versetti biblici sono tratti dalla Bibbia di Diodati (1607), di pubblico dominio.