Ansia

L’ansia si manifesta senza chiedere permesso. Cambia il modo in cui ci si muove, si parla, si sta in mezzo agli altri. C’è chi si chiude nel silenzio, chi si rifugia nelle parole, chi non riesce a stare fermo, chi cerca conferme ovunque. Le abitudini quotidiane si riempiono di gesti ripetuti: lavarsi le mani più del necessario, ricontrollare una porta già chiusa, rivedere messaggi appena inviati.
Il corpo si irrigidisce. Le spalle salgono, le mani si stringono, le gambe si incrociano per autodifesa. A volte le dita tamburellano, a volte vanno a cercare ciocche di capelli. I volti si contraggono: bocche tese, sopracciglia serrate, occhi che cercano vie di fuga. C’è chi sorride per coprire tutto, senza riuscirci davvero.
Dentro, i pensieri corrono. Scenari improbabili diventano inevitabili. Dettagli irrilevanti si trasformano in ossessioni. Più si cerca di evitare l’ansia, più prende spazio. Più si prova a controllarla, più detta le regole.
La tensione resta, anche nei momenti vuoti. Il presente scivola via, schiacciato da quello che poteva succedere e da ciò che, forse, accadrà. In certi casi, tutto sembra lontano, ovattato, come se la realtà fosse un posto da cui ci si è temporaneamente assentati. Alla lunga, si smette di uscire, di cercare, di fare.

Altre caratteristiche dell’ansia:
- Tremori e brividi: specialmente nelle mani o nelle gambe.
- Sudorazione eccessiva: soprattutto sul viso o sotto le ascelle.
- Movimenti agitati: gesti ripetitivi come tamburellare con le dita.
- Evitare il contatto visivo: difficoltà a guardare negli occhi degli altri.
- Toccare spesso il viso: gestualità come pizzicarsi o toccare i capelli.

- Respirazione accelerata: che può causare vertigini o soffocamento. - Postura chiusa: come una persona che cerca di proteggersi.
- Mimica facciale tesa: espressioni preoccupate o labbra strette.
- Difficoltà nella parola: parlare in modo precipitato o avere pause frequenti.
- Distrazione: lotta nel mantenere la concentrazione.
- Guardarsi attorno frequentemente: alla ricerca di una via di fuga.
- Battito cardiaco accentuato: anche se interno, può essere intensamente percepito.
- Comportamenti di autoregolazione: ad esempio, stringere le mani o mordicchiarsi le unghie.

Esempio: Emma fissava il foglio. La penna le scavava nel palmo, ma restava immobile. Niente usciva. Solo un silenzio pieno di frasi che non trovavano strada.
Ogni tentativo veniva strozzato da un pensiero, un altro, un altro ancora.
Non basta. Non sei capace. Non lo leggerà nessuno.
Si alzò di scatto, quasi per scrollarsi di dosso qualcosa. Cominciò a muoversi, ma non aveva una meta: passi corti, irregolari, mani fredde. La stanza sembrava più piccola.
Provò a svuotarsi la testa, ma l’affollamento cresceva.
Tornò al letto. Non si sdraiò: crollò.
Raccolse le gambe sotto il mento. Respirava. Solo quello.
Per ora, bastava.